Raja Yoga, la via regale della mente
Il Raja Yoga, lo «yoga regale», è la via che cerca la liberazione (moksha) attraverso la disciplina e l'osservazione della mente, non a partire dal corpo.
A differenza dell'Hatha Yoga, che lavora prima di tutto su posture e respiro, il Raja Yoga parte direttamente dal controllo dei pensieri e delle percezioni. Il suo testo di riferimento sono gli Yoga Sutra di Patanjali, un'opera databile fra il II secolo a.C. e il IV secolo d.C.: gli studiosi non concordano su una data precisa, e onestamente non la conosciamo con certezza.
L'idea #
Patanjali sintetizza il percorso in otto arti, ashtanga: yama e niyama (le regole etiche verso gli altri e verso sé stessi), asana (la postura stabile), pranayama (il controllo del respiro), pratyahara (il ritiro dei sensi), dharana (la concentrazione), dhyana (la meditazione) e infine samadhi (l'assorbimento). È un percorso progressivo: dall'etica quotidiana fino agli stati più sottili della mente.
«Yogash chitta vritti nirodhah» — «Lo yoga è l'arresto delle fluttuazioni della mente.»
In numeri #
Le origini, in breve #
Le radici del Raja Yoga affondano nelle Upanishad, secoli prima di Patanjali, che ne fece una sistematizzazione organica negli Yoga Sutra. In Occidente la via regale si è diffusa soprattutto grazie a Swami Vivekananda, che nel 1896 pubblicò il libro Raja Yoga.